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Vaccino anti-Covid ai minorenni: cosa succede se i genitori sono in disaccordo?

Quando la salute del minore è in pericolo, ma i suoi genitori sono in disaccordo circa il vaccino (obbligatorio o non), a decidere è il giudice. L’ha stabilito il Tribunale di Monza, pronunciandosi il 22 luglio scorso in merito ad una questione molto dibattuta: il vaccino anti-Covid ai minorenni.

vaccino anti-covid ai minorenni

Vaccino anti-Covid ai minorenni – La vicenda

La vicenda ha per protagonista un 15enne, a cui il padre impediva si sottoporsi al vaccino anti-Covid. La madre chiedeva dunque di poter sottoscrivere il consenso informato anche senza l’autorizzazione dell’ex coniuge, rispondendo alla volontà del figlio.

Il Tribunale di Monza accoglieva la sua richiesta, tenendo fede all’orientamento assunto dalla giurisprudenza in materia di vaccinazioni. Qualora vi sia un concreto pericolo per la salute del minore, in relazione alla gravità e alla diffusione del virus, e vi siano dati scientifici univoci che quel trattamento sanitario risulti efficace, il giudice può sospendere in via momentanea la capacità del genitore contrario al vaccino. Nel caso specifico, gli organismi competenti hanno stabilito come il vaccino anti-Covid ai minorenni sia efficace nel proteggere dalla malattia i singoli e la collettività. Non vaccinarsi, specialmente con la diffusione di varianti più aggressive, mette in pericolo la persona. A prescindere dalla sua età. Non solo: i minori non vaccinati sono sottoposti a limitazioni della vita scolastica, sportiva e sociale, che possono compromettere il loro equilibrio psicofisico.

 vaccino anti-covid ai minorenni

La decisione del giudice

Ai sensi dell’art. 3 l. n. 219/2017, “Il consenso informato al trattamento sanitario del minore è espresso o rifiutato dagli esercenti la responsabilità genitoriale tenendo conto della volontà della persona minore, in relazione alla sua età e al suo grado di maturità, e avendo come scopo la tutela della salute psicofisica e della vita del minore nel pieno rispetto della sua dignità“. Il rifiuto da parte del padre, dunque, contrasta con la volontà del figlio ma mina anche la sua salute psicofisica, in quanto espone il minore al rischio concreto di contrarre la malattia, e a pregiudizievoli limitazioni alla sua vita.

Il Tribunale ha così autorizzato la somministrazione del vaccino al minore, attribuendo alla madre la facoltà di condurlo in un centro vaccinale e di sottoscrivere il relativo consenso informato anche senza l’autorizzazione dell’ex coniuge.

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