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Verifica tasso alcolemico: diritto di rifiuto degli esami del sangue dopo incidente stradale?

 

La Cassazione ha chiarito, con la sentenza n. 38581/19, depositata il 12 settembre,

che non può esistere, in capo all’automobilista, il diritto di rifiuto di sottoporsi agli esami del sangue dopo un incidente stradale volto a verificare il tasso alcolemico o l’assunzione di sostanze stupefacenti, ai fini dell’accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza o di alterazione psico-fisica.

Esiste il diritto di rifiuto di prelievo ematico? Il caso

Rifiuto di prelievo ematico a seguito di un incidente stradale.

Esiste il diritto di rifiuto degli esami del sangue dopo incidente stradale? Tema trattato dallo studio legale acp

La Corte d’Appello, secondo gli artt. 186, comma 7, e 187, comma 8, del codice della strada ha confermato la pronuncia di primo grado che condanna l’imputato per i reati commessi. L’imputato, di contro, è ricorso in Cassazione in seguito alla richiesta della polizia giudiziaria di accertamento ematico per verificare il tasso alcolemico o la presenza di sostanze stupefacenti e ai fini di accertare la sussistenza degli estremi del reato imputato all’automobilista, con esclusione di ogni finalità diagnostico-terapeutica. Il ricorrente sosteneva che il rifiuto di sottoporsi ai suddetti esami, ritenuti invasivi e deleteri sulla libertà personale, non potesse rilevare penalmente, costituendo tale rifiuto l’esercizio di un diritto.

Non sussiste il rifiuto di sottoporsi agli esami del sangue in seguito a un incidente stradale? La sentenza della cassazione

Lo studio legale acp parla del diritto di rifiuto degli esami del sangue dopo incidente stradale

La Corte di Cassazione ha ritenuto infondata tale rimostranza. Gli artt. 186, comma 7, e art. 187, comma 8 del codice della strada, infatti, prevedono una sanzione penale per coloro che rifiutano gli esami del sangue a seguito di un incidente stradale di essere volti ad appurare il tasso alcolemico o l’assunzione di sostanze stupefacenti per verificare il reato della guida in stato di ebbrezza o di alterazione psico-fisica, al di là di finalità terapeutiche.

I Giudici della corte Suprema rilevano la mancanza di un diritto a rifiutare di sottoporsi al prelievo ematico, posto che inoltre tale condotta integra gli estremi di reato.

Nella fattispecie, il ricorso viene rigettato

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