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Visto d’Ingresso: Cos’è e Come Ottenerlo?

Il visto d'ingresso analizzato dallo studio legale acp
Visto d’Ingresso: Cos’è e Come Ottenerlo?

Il visto d’ingresso è un atto con cui uno Stato permette ad uno straniero di entrare nel suo territorio per un periodo di tempo limitato.

Questo articolo vuole rispondere alle domande più comuni sull’argomento fornendovi tutte le informazioni necessarie ed alcuni esempi.

Il visto d’ingresso

Il visto d’ingresso è un’autorizzazione rilasciata dalle autorità diplomatiche italiane all’estero che consente allo straniero l’accesso in Italia per transito o per un breve periodo (solitamente non più di tre mesi); consiste in un apposito adesivo applicato sul passaporto, o su un altro documento di viaggio, del richiedente.

Il visto può essere richiesto per motivi ben specifici quali ad esempio transito, turismo, studio, lavoro, attività sportive, cure mediche o motivi familiari.

Per richiedere il visto d’ingresso occorre necessariamente fornire le seguenti informazioni:

– i propri dati personali e quelli degli eventuali familiari al seguito (nome, cognome, data di nascita, residenza e cittadinanza);

– il motivo e la durata del soggiorno;

– gli estremi del passaporto o di un documento equivalente;

– le indicazioni sul mezzo di trasporto da utilizzare per il viaggio;

– Le prove della disponibilità di risorse economiche sufficienti per il viaggio di andata e di ritorno (in caso di richiesta di visti per lavoro non è necessario);

– Le prove della disponibilità di mezzi di sussistenza sufficienti per il soggiorno;

– Le condizioni di alloggio;

– La documentazione specifica richiesta per il tipo di visto che si vuole richiedere.

Il visto e la documentazione annessa possono essere richiesti e visionati ogni volta che si passa una frontiera; in tali circostanze le autorità possono rifiutare il visto se il possessore è una minaccia per la sicurezza pubblica o nazionale o se non è in possesso dei mezzi di sostentamento necessari al soggiorno.

Nel caso in cui la richiesta del visto venga rifiutata, il richiedente riceverà un provvedimento scritto dall’autorità consolare tradotto in una lingua a lui comprensibile e senza obbligo di motivazione.

Quali sono le tipologie di visto d’ingresso?

Esistono tre grandi categorie di visto d’ingresso:

Visto Schengen Uniforme (VSU)

Il VSU  è la categoria di visto più comune e viene rilasciata per il transito aeroportuale e viaggi o soggiorni brevi; ha una validità di 90 giorni e prevede la possibilità di effettuare più ingressi in questo lasso di tempo. Il visto Schengen Uniforme, una volta rilasciato, è valido anche per la circolazione negli altri Paesi europei che applicano la Convenzione di Schengen; allo stesso modo, i visti rilasciati da altri Stati europei che aderiscono alla Convenzione consentono ai possessori l’accesso al territorio italiano.

Visto a Validità Territoriale Limitata (VTL)

Questa tipologia è valida solo per lo Stato che ha rilasciato il visto e non prevede nessuna possibilità di accesso in altri Stati aderenti alla Convenzione di Schengen. Il Visto a Validità Territoriale Limitata è una deroga eccezionale prevista solo per motivi umanitari, di interesse nazionale o dovuti ad obblighi internazionali. Questo visto non può essere richiesto dallo straniero ma viene rilasciato direttamente dall’autorità consolare o diplomatica.

Visto per Soggiorno di Lunga Durata, o Visto Nazionale (VN)

Il Visto Nazionale è valido per soggiorni superiori ai 90 giorni nel territorio italiano. Chi possiede questo visto può circolare liberamente nell’area Schengen e soggiornare anche in Stati diversi da quello che ha rilasciato il visto (ma sempre aderente all’accordo) per un periodo di al massimo 90 giorni.

All’interno di queste tre categorie rientrano tutte le tipologie di visti d’ingresso previste dalla legge. Vediamo quindi nel dettaglio alcune delle tipologie di visto più richieste e come fare per ottenerle.

Visto per ricongiungimento familiare (VN) 

Il visto per il ricongiungimento familiare ha validità di 12 mesi dal momento del suo rilascio; è possibile richiederlo per i seguenti familiari:

– coniuge non legalmente separato e di età non inferiore ai 18 anni;

– figli minorenni (anche del coniuge o nati al di fuori del matrimonio) non coniugati, a condizione che l’altro genitore, qualora esistente, abbia dato il suo consenso;

– figli maggiorenni a carico, se per ragioni oggettive non possono provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione del loro stato di salute che comporta un’invalidità totale;

– genitori a carico ultra-sessantacinquenni, a meno che non abbiano altri figli nel paese di origine o di provenienza o che gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per gravi ed oggettivi motivi di salute.

Visto per motivi di lavoro subordinato (VSU o VN)

Il Visto per motivi di lavoro subordinato – a tempo indeterminato, determinato o stagionale – si ottiene solo dopo il nulla osta al lavoro da parte dello Sportello Unico per l’Immigrazione (SUI).

Per poter assumere un cittadino extracomunitario residente all’estero, il datore di lavoro – italiano o straniero legalmente soggiornante in Italia – deve presentare la richiesta nominativa di nulla osta al lavoro al SUI della prefettura competente per la provincia nella quale si svolgerà l’attività lavorativa.

Entro 40 giorni dalla domanda, il datore di lavoro verrà convocato per il rilascio del nulla osta e per la sottoscrizione del contratto di soggiorno . Una volta ottenuto il nulla osta, il lavoratore può recarsi presso la rappresentanza diplomatica italiana nel suo Paese di residenza e richiedere il visto per entrare in Italia.

Visto per motivi di lavoro autonomo (VSU o VN)

Per ottenere il visto per motivi di lavoro autonomo occorre possedere i requisiti professionali e morali richiesti per legge dallo Stato ai cittadini italiani per l’esercizio dello stesso tipo di attività. Inoltre, il lavoratore deve dimostrare di disporre di un alloggio idoneo e di un reddito annuo minimo previsto per legge oppure, in alternativa, di una garanzia da parte di enti o cittadini italiani o stranieri regolarmente soggiornanti nel territorio italiano.

Questa tipologia di visto può essere richiesta per:

– svolgere attività di lavoro autonomo non occasionale di carattere industriale, professionale, artigianale o commerciale;

– costituire una società di capitali o di persone;

– accedere a cariche societarie.

Il visto per motivi di lavoro autonomo viene approvato o rifiutato entro un tempo massimo di 120 giorni dalla presentazione della domanda e deve essere utilizzato entro 180 giorni dal momento del rilascio.

Per maggiori informazioni, contattaci al n. 091585864, o manda una mail a info@studiolegaleacp.it oppure ancora su Skype, aggiungendo l’account studiolegaleacp, un nostro esperto sarà a tua completa disposizione.

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