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Il 17 dicembre scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge delega sulla giustizia civile, come rende noto il ministero della Giustizia in una scheda apparsa sul proprio sito istituzionale.

La delega al Governo reca disposizioni per l’efficienza del processo civile, la riduzione dell’arretrato, il riordino delle garanzie mobiliari, nonche’ altre disposizioni per la semplificazione e l’accelerazione del processo di esecuzione forzata (collegato alla legge di stabilita’ 2014).

Le novità di rilievo contenute nella proposta normativa, che si articola in norme di delega ed in norme immediatamente precettive, ha ad oggetto misure di ordine processuale e sostanziale per il recupero dell’efficienza del processo di cognizione e di esecuzione, nonché misure finalizzate alla riforma della disciplina delle garanzie reali mobiliari, con l’obiettivo di agevolare le imprese nell’accesso al credito. In particolare le norme di delega sono volte:

a) ad attribuire al giudice il potere di disporre, quando si tratta di causa semplice, il passaggio dal rito ordinario di cognizione al più snello rito sommario di cognizione;

b) ad attribuire al giudice il potere di decidere la lite di primo grado mediante dispositivo accompagnato dall’indicazione dei fatti e delle norme sulle quali si fonda la decisione, rimettendo alle parti la scelta se richiedere la motivazione estesa ai fini dell’impugnazione della sentenza, previo anticipato versamento di una quota del contributo unificato dovuto per il grado successivo; tale intervento consentirà di ridurre considerevolmente i tempi del processo, posto che la stesura della motivazione per esteso in tutte controversie è uno dei fattori che impedisce la ragionevole durata dei processi civili;

c) a consentire al giudice di appello che conferma il provvedimento di primo grado di rifarsi alla motivazione già esposta dal giudice del provvedimento impugnato;

d) a smaltire l’arretrato civile in appello prevedendo che in alcune materie non particolarmente complesse e delicate (sono ad es. esclude quelle che coinvolgono i diritti della persona) la controversia venga trattata e decisa dal giudice in composizione monocratica e non collegiale;

e) a prevedere che il giudice quando emette una sentenza di condanna all’adempimento di obblighi di fare fungibili (e non soltanto di obblighi di fare infungibile) possa imporre al debitore inadempiente, il pagamento di una somma di denaro fino al momento dell’adempimento;

f) a prevedere che in particolari materie ad elevato tasso tecnico il processo venga preceduto dall’espletamento di una consulenza tecnica volta soprattutto alla quantificazione del danno lamentato;

g) a responsabilizzare e valorizzare l’attività dei difensori;

h) a consentire agli ufficiali giudiziari di ricercare i beni da pignorare con modalità telematiche interrogando banche dati, ivi compresa l’anagrafe tributaria;

i) riformare il sistema delle garanzie mobiliari, introducendo forme di garanzie senza spossessamento, al fine di agevolare l’accesso al credito delle PMI. Con norme immediatamente precettive si incide sul processo di esecuzione forzata al fine precipuo di contenerne i tempi, eliminando inutili passaggi procedimentali.

Di seguito un sintetico schema delle principali novità

Primo grado del processo civile.

Aumentano le cause devolute alla competenza del giudice monocratico a scapito del collegio, al fine di smaltire l’arretrato.

Il giudice potrà decidere le controversie più semplici passando, d’ufficio, dal rito ordinario a quello sommario.

Il primo grado sarà deciso con un dispositivo accompagnato dall’indicazione dei fatti e delle norme sulle quali si fonda la sua pronuncia. Se le parti vogliono la motivazione estesa per impugnare la sentenza devono pagare, in anticipo, una quota del contributo unificato dovuto per il grado successivo.

Ciò – spiega il Governo – dovrebbe ridurre considerevolmente i tempi del processo, posto che la stesura della motivazione per esteso in tutte controversie è uno dei fattori che impedisce la ragionevole durata dei processi civili. Infatti “solo il 20% delle sentenze rese in primo grado sono impugnate e circa il 77% di queste sono confermate”.

Inoltre, nelle controversie in materia di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti ovvero da responsabilità medica e sanitaria, l’espletamento di una consulenza tecnica preventiva di cui all’art.696-bis c.p.c. diventa condizione di procedibilità della domanda introduttiva del giudizio di merito, con conseguente esonero dall’obbligo di esperire il procedimento di mediazione a norma dell’articolo 5 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28;

Tra le varie misure previste, poi, vi è anche la responsabilità in solido dell’avvocato con la parte soccombente, in caso di condanna ex art 96 c.p.c. (responsabilità aggravata).

Inadempimento in caso di condanna

In caso di provvedimento di condanna all’adempimento degli obblighi di fare, anche nel caso di fare fungibili (e non solo infungibili), se il soccombente non adempie nei termini potrà essere obbligato al pagamento di una somma di denaro tanto maggiore quanto maggiore sarà il tempo dell’inadempimento, salvo il caso di grave difficoltà non imputabile al debitore. In sostanza si è deciso di estendere l’ambito di operatività delle misure di cui all’articolo 614-bis c.p.c. (Attuazione degli obblighi di fare infungibile e di non fare), prevedendone l’adozione anche d’ufficio, e in particolare consentendone l’applicazione anche nel caso di provvedimenti di condanna ad obblighi diversi dagli obblighi di fare infungibili e non fare, sempre che non consistenti nel pagamento di una somma di denaro, e garantendo al debitore, quando il provvedimento di condanna non è più suscettibile di impugnazione, la facoltà di far valere la grave difficoltà di adempiere spontaneamente per causa a lui non imputabile.

Secondo grado del processo civile

La sentenza di appello che conferma quella di primo grado potrà rifarsi alla motivazione già esposta dal giudice del provvedimento impugnato.

Esecuzione forzata

Gli ufficiali giudiziari potranno cercare i beni da pignorare nelle banche dati delle varie amministrazioni, compresa l’anagrafe tributaria.

In compenso arrivano forme di garanzie mobiliari senza spossessamento per agevolare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese.

 

 

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